Contatti

Studio di Padova

Studio di Piove di Sacco

 

Metodo di Lavoro

“Agisci in modo da aumentare le tue possibilità di scelta”

Heinz Von Foerster

 

Ogni professionista segue una propria prassi operativa, uno specifico metodo di lavoro, secondo un indirizzo metodologico e teorico-culturale, riconosciuto in ambito scientifico, sia nazionale che internazionale.

 

Il mio orientamento teorico-culturale fa riferimento al Modello Interattivo-Cognitivo. Ecco alcune peculiarità del mio lavoro:

 

Ogni percorso psicologico viene personalizzato, adattato alle caratteristiche ed alle esigenze di ciascuno. Non vengono dunque utilizzati rigidi protocolli, ciascun incontro viene ‘cucito su misura’, nel rispetto dell’unicità della persona.

Cosa avviene durante il primo incontro? Ha lo scopo di condividere assieme i propri vissuti, accogliere il malessere riportato dalla persona, identificare il problema e comprendere le modalità di sostegno più adeguate.

Durante la consulenza psicologica sarà possibile:

 

✓ costruire il proprio progetto,

✓ concordare uno o più obiettivi,

✓ stabilire la durata del percorso

✓ esplicitare le modalità lavorative 

✓ generare un nuovo racconto di sé

Generalmente i percorsi clinici richiedono un tempo variabile che va dalle 5 alle 20 sedute, in base alle richieste della persona ed alla propria storia. Anche il Tempo rappresenta una risorsa e come tale viene utilizzata strategicamente.

 

Ogni colloquio ha una durata di circa 60 minuti ed ha una cadenza settimanale o quindicinale, secondo le proprie esigenze, condivise all’inizio e rimodulate durante gli incontri.

 

Quali sono gli obiettivi di un percorso clinico?

 

  • Far ritrovare alla persona il proprio benessere psicofisico,

  • Accompagnare ciascuno in un processo di conoscenza del proprio mondo interno e delle esperienze emozionali connesse,

  • Guidare ciascuno nella ricerca di strategie utili per superare il proprio disagio, attraverso una ricostruzione personale del problema, dei significati attribuiti ad esso e dei contesti relazionali in cui si manifesta.

Per facilitare gli obiettivi di cambiamento propongo spesso l’uso di “piccoli compiti”, in modo che la persona possa sperimentare nella propria quotidianità alcuni comportamenti alternativi al suo modo di relazionarsi rispetto alla difficoltà riportata.