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	<title>ValeriaVasile, Autore presso Valeria Vasile</title>
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	<description>Dottoressa Psicologa e Psicoterapeuta</description>
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	<title>ValeriaVasile, Autore presso Valeria Vasile</title>
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		<title>Sette idee per attività da fare a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ValeriaVasile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 17:12:25 +0000</pubDate>
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<p><strong>Tempo</strong>..quante volte abbiamo pronunciato questa parola? Ci lamentiamo di non averne mai abbastanza, di non riuscire mai a dedicarci con costanza e dedizione ai <strong>progetti</strong> che ci stanno a cuore.&nbsp;Uno dei pochissimi elementi positivi di questo maledetto Coronavirus…è quella di averci restituito un po’ di tempo. Ci ha costretto a fermarci, a <strong>rallentare i nostri passi</strong> e godere ancora delle piccole cose.</p>



<p>Per noi che siamo abituati a vite frenetiche, il dover stare a casa sembrerebbe a prima vista una sorta di ‘prigionia’. E quando ci si sente in gabbia, i bisogni personali&nbsp;di evasione potrebbero aumentare a dismisura. Eppure ignorare che esista un&#8217;emergenza, non ci aiuterà a risolverla!</p>



<h3>Allora come
potremmo rendere <strong>costruttivo e
divertente</strong> questo tempo?</h3>



<p>Quando tutto tornerà alla normalità, continueremo ad avere pochissimi momenti liberi e forse ci pentiremo di non aver saputo apprezzare questa <strong>opportunità </strong>‘forzata’, ma non per questo meno preziosa…</p>



<p>Cominciamo
subito con alcune<strong> proposte</strong>:</p>



<ol><li>Vi piace assaggiare <strong>piatti </strong>sempre nuovi? Ecco un buon momento per dedicarsi alla cucina, organizzando con i propri familiari o i coinquilini una <strong>cena ‘internazionale’</strong>. Osservate il mappamondo, chiudete gli occhi e puntate il dito su una città. Una volta individuata, fate delle ricerche su usanze e costumi di quel luogo capitato per caso. Scegliete dei bei piatti che vi andrebbe di assaggiare e sperimentatevi ai fornelli. Per esempio io e la mia famiglia siamo appena rientrati da un viaggio virtuale in ‘Venezuela’ e vi consiglio di provare assolutamente le <strong>Arepas Venezuelane</strong>!</li><li>La lettura potrebbe non essere per tutti una valida alternativa..e se provassimo a fare qualcosa di più accattivante? Avete mai sentito parlare delle <strong>letture animate</strong>? Scegliete un libro con molti dialoghi, oppure una piccola commedia teatrale, ognuno avrà il suo personaggio da interpretare e divertitevi a diventare dei piccoli attori teatrali. Non dimenticate di <strong>registrare dei video</strong>, saranno dei meravigliosi ricordi di famiglia!</li><li>Rispolverate i vecchi <strong>giochi da tavola</strong>! Uno, Taboo, Risiko, Dixit..la lista è davvero interminabile. E chi perderà la sfida? Sicuramente laverà i piatti per tutti!</li><li>Ti mancano i tuoi familiari lontani o i tuoi amici? E’ più che comprensibile, sembra surreale non potersi scambiare un abbraccio o un bacio. <strong>Eppure la distanza al momento è il gesto di affetto più profondo</strong>. Allora non resta che scaricare gratuitamente <strong>Skype</strong>, sarà possibile fare delle lunghissime chiacchierate assieme ai tuoi cari, organizzare futuri ritrovi e gite assieme una volta che l’emergenza si sarà placata. Nel mio caso Skype è diventato uno strumento indispensabile per <strong>proseguire i percorsi</strong> con alcune persone impossibilitate ad arrivare in studio, ma anche per tenermi in contatto con i miei cari più lontani!</li><li>Chiediamo aiuto all’<strong>Arte</strong>! Pablo Picasso diceva che <strong>‘L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni’.</strong> Non importa se non siamo bravi a disegnare, a dipingere, nessuno dovrà&nbsp; giudicare il nostro lavoro. Proviamo a lasciarci trasportare piuttosto dai nostri <strong>vissuti personali</strong> e diamo vita alla nostra tela. Su internet è possibile comprare tele di varia grandezza! Una volta completato il vostro quadro, scegliete una parete. Ed infine appendete con cura la tela, per ricordarvi sempre di quella volta in cui avete fatto la vostra <strong>preziosissima parte</strong> per la comunità. Non importa che sia un quadro perfetto, l’importante è che abbia un significato..che sia il vostro e di nessun altro.</li><li>Prendere un quaderno ed iniziate a scrivere <strong>idee e progetti</strong> che vorreste vedere realizzati. Quali sono i vostri sogni nel cassetto? Dove vorreste essere? Con chi? Mettete nero su bianco i vostri desideri più profondi…dedicatevi del tempo per prendere delle decisioni importanti, che magari finora avete rimandato.</li><li>Ponetevi come obiettivo giornaliero quello di <strong>esplorare l&#8217;ignoto</strong>, vedendo un nuovo film o una serie tv, ascoltando un gruppo musicale a voi sconosciuto, leggendo una poesia…<strong>giocate con la vostra fantasia</strong>, sono certa che vi aiuterà a trasformare questo momento difficile in qualcosa per voi di innovativo.</li></ol>



<p>Personalizziamo il nostro tempo, senza dimenticare di attenerci alle indicazioni degli esperti. Sono semplici regole, ma possono salvare la nostra e la vita di chi amiamo. <strong>Che poi..se ci pensate, quanto è bella la parola ‘Casa’? </strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>In bocca al lupo a tutti!</strong></p>



<p>Per saperne di più sul virus, <a href="https://www.la7.it/piazzapulita/video/coronavirus-dentro-il-reparto-di-terapia-intensiva-05-03-2020-311522">https://www.la7.it/piazzapulita/video/coronavirus-dentro-il-reparto-di-terapia-intensiva-05-03-2020-311522</a></p>
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		<title>Spazio Ascolto Studenti a Padova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ValeriaVasile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 12:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Spazio Ascolto Studenti è uno sportello interamente dedicato agli studenti che stanno attraversando un momento di difficoltà a livello relazionale,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo Spazio Ascolto Studenti è uno sportello interamente dedicato agli <strong>studenti</strong> che stanno attraversando un momento di difficoltà a livello relazionale, emotivo o connesso al proprio percorso di studi. </p>



<p class="has-text-align-center"><em>A chi non è mai successo di affrontare un periodo piuttosto delicato nella propria vita?</em></p>



<p><strong>Esami</strong> universitari complessi, <strong>relazioni</strong> instabili, <strong>paura</strong> di non essere all&#8217;altezza, preoccupazioni riguardo al futuro&#8230;quanti pensieri abitano nelle nostre menti! In certi casi <strong>cambiare prospettiva</strong> diventa un&#8217;operazione molto complessa. Nonostante il desiderio di farlo, ci si ritrova a lottare con le proprie resistenze, che derivano dagli abituali modi di agire, di pensare e di concepire i problemi.</p>



<p>Questo spazio di ascolto è stato pensato per permettere a ciascuno di <strong>raccontarsi </strong>liberamente e di ritrovare il proprio&nbsp;<strong>benessere</strong>, attraverso un processo di&nbsp;<strong>conoscenza</strong>&nbsp;di sé. Durante gli incontri, saranno condivise&nbsp;<strong>strategie</strong>&nbsp;utili per superare il proprio momento di difficoltà, tramite una ricostruzione del problema e dei significati connessi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img decoding="async" src="https://valeriavasile.it/wp-content/uploads/2020/02/marbled_air_balloons-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-555" width="234" height="155"/></figure></div>



<h3><strong>Quali sono le modalità di accesso?</strong></h3>



<p>Lo sportello sarà disponibile da Marzo fino a Luglio 2020, rimane attivo tutti i <em>mercoledì</em> e i <em>venerdì</em> dalle 10.00 alle 19.00 su Appuntamento.  <br>Gli incontri avverranno presso lo <em>Studio di Psicologia 219 in Via Pellizzo n.39 a<strong> Padova</strong>.﻿</em> </p>



<p>Sarà gestito dalle Dr.sse <strong>Valeria Vasile</strong> e <strong>Tatiana Sieve</strong>, entrambe Psicologhe-Psicoterapeute e tutor da diversi anni presso l&#8217;Università degli Studi di Padova. </p>



<p><strong>A chi è rivolto?</strong></p>



<p>Possono accedere allo Spazio di Ascolto <strong>tutti gli studenti universitari</strong>, portando copia del libretto universitario (solo frontespizio).</p>



<p><strong>Quali sono i Costi?</strong> </p>



<p>Ogni incontro ha una durata di <strong>50 minuti</strong>, ad un costo agevolato di 40 euro.              Inoltre sarà possibile acquistare un <strong>Pacchetto di 3 incontri</strong> a tariffa ridotta, al costo di 110 euro.</p>



<p><strong>Prenotazioni:</strong></p>



<p>Per fissare un appuntamento nella giornata di <strong>Mercoledì</strong>, è possibile contattare la <strong>Dott.ssa Valeria Vasile</strong> al numero 320 5657765.</p>



<p>Per fissare un appuntamento nella giornata di <strong>Venerdì</strong>, è possibile contattare la<strong> Dott.ssa Tatiana Sieve </strong>al numero 335 7533979.</p>



<p>In alternativa, potrete scrivere una mail all&#8217;indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:psicologia219@gmail.com">psicologia219@gmail.com.</a> <br>Non esitate a contattarci per avere qualsiasi tipo di informazione.  </p>



<h3>Per saperne di più&#8230;</h3>



<p>Per essere sempre aggiornati su eventi e novità, vi inviamo a seguire le nostre pagine facebook: <a href="https://www.facebook.com/Valeria.Vasile.PsicologaPadova/">https://www.facebook.com/Valeria.Vasile.PsicologaPadova/</a> <br><a href="https://www.facebook.com/tatianasieve.it/">https://www.facebook.com/tatianasieve.it/</a></p>



<p>Se invece desiderate conoscere qualcosa in più su di noi, visitate i nostri siti web: </p>



<p><a href="https://valeriavasile.it/">https://valeriavasile.it/&nbsp;</a></p>



<p><a href="http://tatianasieve.it/psicologa-psicoterapeuta-padova-piove-di-sacco/">http://tatianasieve.it/psicologa-psicoterapeuta-padova-piove-di-sacco/</a></p>



<p class="has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-pale-cyan-blue-background-color has-text-color has-background has-large-font-size"><strong>Vi aspettiamo!</strong> </p>
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		<title>Come sopravvivere alle Vacanze di Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ValeriaVasile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 09:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[dieta equilibrata]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un breve guida Psico-nutrizionale per supportare la nostra ‘dieta’. Le vacanze di Natale sono ormai alle porte, finalmente possiamo rilassarci un...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Un breve guida Psico-nutrizionale per supportare la nostra ‘dieta’.</strong></h3>
<p>Le <strong>vacanze di Natale</strong> sono ormai alle porte, finalmente possiamo rilassarci un po’, concederci del tempo per noi e condividere dei momenti spensierati con i nostri cari. Molte città sono già addobbate a festa, le vie sono illuminate da tante luci natalizie e le piazze si riempiono di mercatini, ovunque si percepisce il <strong>clima natalizio</strong>.</p>
<p>Se da una parte le festività però ci rallegrano, dall&#8217;altra a volte turbano la nostra quiete, perché nascondono, tra <strong>cenoni e panettoni</strong>, insidie e tentazioni sempre in agguato. <strong>Destreggiarsi a tavola </strong>diventa così un’operazione per nulla facile. Si fa strada il<em> timore</em> di ritrovarci di fronte a menù piuttosto abbondanti, con piatti e dolci tipici delle tradizioni più buone ed antiche.</p>
<p style="text-align: center;">Non tardano ad arrivare neanche le ricorrenti implacabili domande: <em>come fare a conciliare le feste con la ‘linea’?&nbsp;Dieta preventiva o dieta restrittiva post-feste?</em></p>
<p>Le <strong>reazioni</strong> davanti a questi interrogativi possono essere di fatto numerose, ma ciò che le accomuna è la <strong>paura costante di perdere il controllo</strong> <strong>a tavola</strong>, che spesso si trasforma purtroppo in una vera e propria profezia che si autoavvera! Ed anche chi ha adottato la strategia di <em>giocare d’anticipo</em>, attraverso rigide diete, diviene consapevole di riprendere in pochissimo tempo tutti i chili persi, perché i continui divieti hanno avuto vita breve. Altre persone invece sembrano approfittare del periodo natalizio per sentirsi autorizzati a concedersi tutti i piaceri della tavola, dicendosi: <strong>“E’ Natale, da gennaio mi metto a dieta!”</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Qual è l’atteggiamento più ‘corretto’?</strong></h4>
<p style="text-align: left;">In ogni caso spesso sentiamo di essere in trappola, perché pensiamo di dover rinunciare comunque a qualcosa: ai menù natalizi oppure alla tanto agognata forma fisica.</p>
<p>Allora come trovare un <strong>equilibrio</strong> tra il rinunciare&nbsp;a tutto e non godersi il periodo natalizio, oppure il lasciarsi troppo andare e rientrare dalle vacanze rilassati sì, ma anche un po’ appesantiti?</p>
<p>Un primo passo potrebbe essere una <strong>pianificazione anticipata</strong> di ciò che desideriamo davvero mangiare. Impariamo a farci delle domande che possano sostenerci ad affrontare con <strong>consapevolezza</strong> un pasto ed evitare finalmente di essere vittime di impulsi incontrollati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Facciamo assieme un esempio pratico&nbsp;<img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-465 alignright" src="https://valeriavasile.it/wp-content/uploads/2018/12/merry_christmas__by_thepurpleunicorn-d5p1kpf.gif" alt="" width="113" height="90"> </strong></h3>
<p>Immaginiamo di trovarci ad un cenone con tantissime pietanze che scorrono proprio sotto i nostri occhi, prendiamoci qualche minuto per <strong>osservare</strong> tutto con molta attenzione, lasciamoci incantare dagli <strong>odori</strong>, immaginiamo le consistenze dei cibi.</p>
<p>Il primo ‘istinto’ sarebbe certamente di prendere tutto, ma soffermiamoci a riflettere prima di mettere il cibo nel nostro piatto. Proviamo a<strong> scegliere</strong> noi questa volta, senza lasciarsi confondere da tutti i sapori. Vorremmo davvero tutto quel cibo nel nostro piatto? Oppure qualche alimento in particolare ha catturato l’attenzione e desideriamo assaporarlo?&nbsp;Qualche ricetta ci farà riaffiorare dei <strong>ricordi</strong>, altre certamente un po&#8217;meno. La memoria del &#8216;gusto&#8217; di un piatto potrebbe orientare già alcune nostre scelte. Prendete il vostro tempo per decidere.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Selezionate con cura tutto ciò che vi piacerebbe davvero gustare</em>.</p>
<p>Avete voglia di lasagne o di brasato? Di tartine al salmone o al caviale? Come mai avete scelto proprio quel cibo?</p>
<p><strong>Ascoltatevi!</strong> Una volta che siete davvero certi di desiderare quella pietanza, assaporatela con cura, condividendo le vostre sensazioni con chi avete accanto. Giocate ad identificare i vari ingredienti, masticate lentamente e godetevi il vostro piatto. Lo avete scelto voi ed è tutto vostro!</p>
<p>E’ importante <strong>concentrarsi sulle sensazioni</strong> che il nostro corpo invia alla mente, perché solo ascoltandolo possiamo imparare a gestire al meglio i nostri bisogni. Ma non è tutto. <strong>Sentire il proprio corpo</strong> aiuta inoltre a <strong>regolare la quantità di cibo</strong> necessaria per percepire la sensazione di <strong>sazietà</strong>.</p>
<p>Una volta percepita la vostra soglia di pienezza, non costringete il vostro corpo a trovare altri spazi per altro cibo. Abbiatene cura.</p>
<p><strong>Buon Natale a tutti!</strong></p>
<p>Dr.ssa Valeria Vasile</p>
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		<title>Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ValeriaVasile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 10:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[dieta equilibrata]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[fame emotiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla. Un nutrizionista ed una psicoterapeuta a confronto. Chi non si è mai trovato a dover...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla.</strong></h2>
<h3><strong>Un nutrizionista ed una psicoterapeuta a confronto.</strong></h3>
<p>Chi non si è mai trovato a dover fare i conti con la <em>bilancia</em>?</p>
<p>Ogni volta spaventati dalla cifra in aumento, ci chiediamo perché sia successo e come possiamo porre rimedio ai nostri errori. Ma non è sempre facile ottenere risposte precise né raggiungere nell’immediato i risultati sperati.</p>
<p>Delle volte ci è sufficiente<strong> riequilibrare</strong> la nostra alimentazione ed aumentare l’attività sportiva e già in poco tempo riusciamo a riprendere la forma fisica desiderata. Altre volte invece si tratta di un problema più<em> complesso</em>.</p>
<p>Ci rendiamo conto di perdere la <strong>consapevolezza</strong> della quantità degli alimenti ingeriti durante la giornata. Ma soprattutto richiediamo al cibo, spesso inconsapevolmente, un compito molto importante: <strong>sedare i nostri stati emotivi.</strong></p>
<p>Un lavoro impegnativo, stress, pensieri negativi, tutto ciò sembra svanire nel momento in cui ci sediamo a tavola a <strong>mangiare</strong>. Ma solo pochi minuti dopo aver deglutito l’ultimo boccone, ci rendiamo conto di aver inseguito una <em>chimera</em>: l’effetto confortante scompare, rimorso e <strong>sensi di colpa</strong> infatti non tardano ad arrivare.</p>
<p>Mangiare ha infatti un potere sorprendentemente contraddittorio: può regalarci la sensazione di ritrovare la<strong> calma</strong> interiore, ma allo stesso tempo può farci sentire terribilmente male e incapaci di gestire la nostra vita.</p>
<h4 style="text-align: center;">Avete mai sentito parlare di <strong><em>fame emotiva</em></strong><em>&nbsp;(o nervosa)&nbsp;</em>?</h4>
<p>Uno dei <strong>sintomi</strong> più comuni è l’irrefrenabile <strong>desiderio</strong> di assumere cibo indipendentemente dal reale bisogno di nutrirsi, purché si plachi lo stato ansioso in cui ci si ritrova in quel determinato momento. La fame emotiva tende a comparire <em>improvvisamente;&nbsp;</em>si focalizza in genere sulla scelta di <em>cibi ben specifici</em> (cioccolato, dolci, patatine) e solo quei cibi sembrano soddisfare le nostre necessità.</p>
<p>A lungo andare la fame nervosa compromette la percezione del nostro <strong>senso di sazietà</strong>.</p>
<p>Sfortunatamente gli alimenti che più mentalmente ci appagano sono quelli a più alto contenuto di <em>zuccheri, sale e grassi</em>, talmente elevati da squilibrare la dieta quotidiana. Il mix di questi tre ingredienti è in grado di <strong>alterare</strong> la normale percezione dei sapori. Le grandi multinazionali hanno da sempre investito nella ricerca, affinché venissero prodotti alimenti che provocassero quasi una vera e propria dipendenza, il cosiddetto <strong>Bliss Point</strong> (punto di beatitudine).</p>
<p>Quando introduciamo alimenti con un elevato tenore di glucidi, lipidi e sale si può incorrere, involontariamente, in una dipendenza difficile da sradicare. Questi tre macro e micro nutrienti agiscono sui sistemi dopaminergico e limbico, proprio come come oppioidi endogeni, favorendo la continua assunzione degli stessi alimenti. Ciò comporta l’abbandono di una delle alimentazioni più varie e complete che la natura ci offre, cioè la <em>dieta mediterranea</em>, a favore di una dieta fatta quasi esclusivamente da artefatti industriali.</p>
<p>Oltre un effetto di dipendenza e appagamento mentale certi alimenti ricchi di zuccheri, grassi e sale fanno si che ci facciano “abituare” al loro <strong>gusto</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;"><em>Facciamo un esempio?</em></h4>
<p>Un alimento molto zuccherino o molto salato assunto ogni giorno ci sembrerà rispettivamente sempre meno dolce o meno salato causando <em>un aumento delle quantità da ingerire.&nbsp;</em>Questo è un effetto rafforzato dal <em>sistema dopaminergico</em> della ricompensa e dell’appagamento, ma anche dagli effetti delle <em>endorfine</em> rilasciate dopo il consumo del pasto. L’<strong>abitudine </strong>al gusto ci causerà un inconsapevole rifiuto verso gli alimenti meno “gustosi”, perché il palato, perdendo di sensibilità, non ci farà apprezzare il reale sapore degli alimenti. Per <em>settare</em> la percezione del gusto si necessitano di 8 settimane per il salato e 12 per il dolce, tanto è il tempo che le cellule necessitano per riappropriarsi di questo senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-264 alignright" src="https://valeriavasile.it/wp-content/uploads/2016/11/1-300x300.jpg" alt="" width="132" height="132"></em></strong></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong><em>Quali sono i possibili rimedi?</em></strong></h4>
<p>Il <strong>primo step</strong> da compiere è ridurre gradualmente l’utilizzo di artefatti industriali nella propria alimentazione, in modo tale da riappropriarsi del senso del gusto e ritornare all’utilizzo di cibi più sani. E’ noto che la <strong>masticazione</strong> sia un ottimo antistress, per questo ricorrere ad alimenti croccanti può aiutarci a superare i momenti più critici. Carote, sedano e finocchi, purtroppo non possono però essere considerati alimenti di “conforto”, se prima non si lavora attentamente sul gusto. Una <em>consulenza nutrizionale</em> può esserti utile a scegliere come modificare la tua alimentazione e ripristinare finalmente i <strong>sapori autentici</strong> del cibo.</p>
<p>Il <strong>secondo step</strong> prevede la gestione della fame nervosa da un punto di vista <strong>psicologico</strong>. Quando usiamo il cibo come <em>mezzo di autoconforto</em>, allora è auspicabile trovare altre <strong>strategie</strong> per riequilibrare il nostro rapporto con il cibo. Molte persone per esempio hanno difficoltà a <em>riconoscere gli stati emotivi</em> che le portano a mangiare e spesso confondono i segnali del corpo legati alla fame fisiologica, con le sensazioni fisiche legate a <strong>processi psicologici</strong>.</p>
<p>Purtroppo non esiste una “ricetta” valida da tutti, occorre comprendere i <em>significati</em> che ruotano attorno al cibo ed in che modo siano legati alla <em>storia</em> della persona. Un lavoro sulla <strong>gestione dello</strong> <strong><em>stress </em></strong>è inoltre indicato per affrontare simili problematiche ed evitare di incorrere nuovamente in quelle psico-trappole che ci impediscono di star bene con noi stessi.</p>
<p>Certamente la <em>stretta collaborazione</em> di due professionisti quali il nutrizionista e lo psicologo può rappresentare un valido alleato per aiutare la persona a raggiungere i propri obiettivi e migliorare la qualità di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai domande, curiosità, o desideri contattarci per un sostegno alla tua dieta, contattaci:</p>
<p><strong>-Dr. Roberto Zena Biologo-Nutrizionista</strong></p>
<p>Tel.347.7055684, mail roberzena@gmail.com</p>
<p>Pagina Facebook:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/RobertoZenaNutrizionista/">https://www.facebook.com/RobertoZenaNutrizionista/</a></p>
<p><strong>-Dr.ssa Valeria Vasile Psicologa-Psicoterapeuta</strong></p>
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