Contatti

Studio di Padova

Studio di Piove di Sacco

Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla.

Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla.

Fame emotiva: come riconoscerla e gestirla.

Un nutrizionista ed una psicoterapeuta a confronto.

Chi non si è mai trovato a dover fare i conti con la bilancia?

Ogni volta spaventati dalla cifra in aumento, ci chiediamo perché sia successo e come possiamo porre rimedio ai nostri errori. Ma non è sempre facile ottenere risposte precise né raggiungere nell’immediato i risultati sperati.

Delle volte ci è sufficiente riequilibrare la nostra alimentazione ed aumentare l’attività sportiva e già in poco tempo riusciamo a riprendere la forma fisica desiderata. Altre volte invece si tratta di un problema più complesso.

Ci rendiamo conto di perdere la consapevolezza della quantità degli alimenti ingeriti durante la giornata. Ma soprattutto richiediamo al cibo, spesso inconsapevolmente, un compito molto importante: sedare i nostri stati emotivi.

Un lavoro impegnativo, stress, pensieri negativi, tutto ciò sembra svanire nel momento in cui ci sediamo a tavola a mangiare. Ma solo pochi minuti dopo aver deglutito l’ultimo boccone, ci rendiamo conto di aver inseguito una chimera: l’effetto confortante scompare, rimorso e sensi di colpa infatti non tardano ad arrivare.

Mangiare ha infatti un potere sorprendentemente contraddittorio: può regalarci la sensazione di ritrovare la calma interiore, ma allo stesso tempo può farci sentire terribilmente male e incapaci di gestire la nostra vita.

Avete mai sentito parlare di fame emotiva (o nervosa) ?

Uno dei sintomi più comuni è l’irrefrenabile desiderio di assumere cibo indipendentemente dal reale bisogno di nutrirsi, purché si plachi lo stato ansioso in cui ci si ritrova in quel determinato momento. La fame emotiva tende a comparire improvvisamente; si focalizza in genere sulla scelta di cibi ben specifici (cioccolato, dolci, patatine) e solo quei cibi sembrano soddisfare le nostre necessità.

A lungo andare la fame nervosa compromette la percezione del nostro senso di sazietà.

Sfortunatamente gli alimenti che più mentalmente ci appagano sono quelli a più alto contenuto di zuccheri, sale e grassi, talmente elevati da squilibrare la dieta quotidiana. Il mix di questi tre ingredienti è in grado di alterare la normale percezione dei sapori. Le grandi multinazionali hanno da sempre investito nella ricerca, affinché venissero prodotti alimenti che provocassero quasi una vera e propria dipendenza, il cosiddetto Bliss Point (punto di beatitudine).

Quando introduciamo alimenti con un elevato tenore di glucidi, lipidi e sale si può incorrere, involontariamente, in una dipendenza difficile da sradicare. Questi tre macro e micro nutrienti agiscono sui sistemi dopaminergico e limbico, proprio come come oppioidi endogeni, favorendo la continua assunzione degli stessi alimenti. Ciò comporta l’abbandono di una delle alimentazioni più varie e complete che la natura ci offre, cioè la dieta mediterranea, a favore di una dieta fatta quasi esclusivamente da artefatti industriali.

Oltre un effetto di dipendenza e appagamento mentale certi alimenti ricchi di zuccheri, grassi e sale fanno si che ci facciano “abituare” al loro gusto.

Facciamo un esempio?

Un alimento molto zuccherino o molto salato assunto ogni giorno ci sembrerà rispettivamente sempre meno dolce o meno salato causando un aumento delle quantità da ingerire. Questo è un effetto rafforzato dal sistema dopaminergico della ricompensa e dell’appagamento, ma anche dagli effetti delle endorfine rilasciate dopo il consumo del pasto. L’abitudine al gusto ci causerà un inconsapevole rifiuto verso gli alimenti meno “gustosi”, perché il palato, perdendo di sensibilità, non ci farà apprezzare il reale sapore degli alimenti. Per settare la percezione del gusto si necessitano di 8 settimane per il salato e 12 per il dolce, tanto è il tempo che le cellule necessitano per riappropriarsi di questo senso.

 

Quali sono i possibili rimedi?

Il primo step da compiere è ridurre gradualmente l’utilizzo di artefatti industriali nella propria alimentazione, in modo tale da riappropriarsi del senso del gusto e ritornare all’utilizzo di cibi più sani. E’ noto che la masticazione sia un ottimo antistress, per questo ricorrere ad alimenti croccanti può aiutarci a superare i momenti più critici. Carote, sedano e finocchi, purtroppo non possono però essere considerati alimenti di “conforto”, se prima non si lavora attentamente sul gusto. Una consulenza nutrizionale può esserti utile a scegliere come modificare la tua alimentazione e ripristinare finalmente i sapori autentici del cibo.

Il secondo step prevede la gestione della fame nervosa da un punto di vista psicologico. Quando usiamo il cibo come mezzo di autoconforto, allora è auspicabile trovare altre strategie per riequilibrare il nostro rapporto con il cibo. Molte persone per esempio hanno difficoltà a riconoscere gli stati emotivi che le portano a mangiare e spesso confondono i segnali del corpo legati alla fame fisiologica, con le sensazioni fisiche legate a processi psicologici.

Purtroppo non esiste una “ricetta” valida da tutti, occorre comprendere i significati che ruotano attorno al cibo ed in che modo siano legati alla storia della persona. Un lavoro sulla gestione dello stress è inoltre indicato per affrontare simili problematiche ed evitare di incorrere nuovamente in quelle psico-trappole che ci impediscono di star bene con noi stessi.

Certamente la stretta collaborazione di due professionisti quali il nutrizionista e lo psicologo può rappresentare un valido alleato per aiutare la persona a raggiungere i propri obiettivi e migliorare la qualità di vita.

 

Se hai domande, curiosità, o desideri contattarci per un sostegno alla tua dieta, contattaci:

-Dr. Roberto Zena Biologo-Nutrizionista

Tel.347.7055684, mail roberzena@gmail.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/RobertoZenaNutrizionista/

-Dr.ssa Valeria Vasile Psicologa-Psicoterapeuta

Tel. 320.5657765 mail info@valeriavasile.it

Pagina Facebook: https://urly.it/3pkx

ValeriaVasile
Nessun commento

Posta il tuo commento

Commento
Name
Email
Website